Quoto in pieno questo articolo del 12/11/08 di Enrico Mingori (www.zerosette.it)
Altro che cielo sempre più blu. Mentre la stagione autunnale ingiallisce le foglie e rabbuia le giornate, a colorarsi della tinta-puffo, a Parma, sono le strade. Proprio così: anche nella nostra città, come nel resto d'Italia, continuano ad estendersi a macchia d'olio le aree di sosta a pagamento delimitate dalle tanto odiate striscie di colore blu. L'ultima zona ad aver subito l'invasione dei parchimetri è il quartiere Pablo: dal 26 ottobre scorso le righe blu sono arrivate anche in Via Lanfranco, Boccaccio, Baratta, Barilli e Anselmi. Il parcheggio gratuito, a Parma, è ormai un miraggio. E il trend che svuota le tasche degli automobilisti è diffuso lungo tutto lo Stivale. Le associazioni dei consumatori attaccano i Comuni e spiegano che il problema di base sta nel vuoto legislativo, che lascia alle amministrazioni la possibilità di regolare come meglio credono il piano delle soste: con il risultato che, per fare cassa, si finisce col moltiplicare a dismisura i parcheggi a pagamento. A dire il vero una normativa pur vaga ci sarebbe. E la Cassazione, così come i giudici di pace di mezza Italia nel cancellare multe ad automobilisti non adempienti, l'ha ricordata più volte. Secondo l'art. 7 comma 8 del Cod. della Strada, "qualora il Comune assuma l'esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l'installazione di dispositivi di controllo di durata della sosta (...)", su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta". Nella stessa zona, insomma, ci deve essere un rapporto proporzionale tra parcheggi a pagamento e gratuiti. "Tale obbligo - prosegue la norma - non sussiste per le zone definite a norma dell'art. 3 area pedonale e zona a traffico limitato, nonché per quelle definite A dall'art. 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici n. 144/1968 (...) e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla Giunta nelle quali sussistano particolari esigenze e condizioni particolari di traffico". Sulla base di questo enunciato, lo scorso 29 maggio, il Tar del Lazio ha bocciato le righe blu nel quartiere Ostiense di Roma, alzando un polverone che ha portato il Sindaco Alemanno a sospendere in toto, per qualche mese, i parcheggi a pagamento nella capitale. Secondo il tribunale, la delibera della giunta che aveva istituito il "pay for park" non chiariva la specifica ragione per cui la zona era stata definita "a particolare rilevanza urbanistica". E il punto è proprio qui: sul sito del Comune di Parma non vi è traccia di come siano definite le zone della città, ma le righe blu sono ormai dappertutto, e senza parcheggi gratis a bilanciare. Forse che viviamo in una città interamente a particolare rilevanza urbanistica?
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