DATECI UN'OCCHIATA!
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Si dice che parteciperanno alla prima assemblea del nascente PD a Milano circa 2800 delegati, più dei 2.000 del congresso del PC cinese, che comunque rappresentano più di un
miliardo di persone.
Come cittadina che paga le tasse sono oltremodo preoccupata e questo non centra nulla con le mie tendenze politiche qualora fossero sopravvissute al TRASFORMISMO(http://it.wikipedia.org/wiki/Trasformismo).
Non so se qualcuno lo ricorda ma il Trasformismo ha una data di nascita precisa che si studia a scuola!
Il termine si diffonde a partire dal 1882, durante il governo, in Italia di Agostino Depretis. Il premier della Sinistra
liberale auspicò che gli esponenti più progressisti della Destra entrassero nell'orbita della Sinistra. Venne così a crearsi un nuovo schieramento centrista moderatamente riformatore, che
bloccava il radicalismo delle ali più progressiste del Parlamento.
Di fatto il trasformismo immobilizzò la politica italiana, e lo scambio dialettico divenne sempre più una sorta di scambio di favori e clientele fra le diverse parti del Grande Centro. Al centro di questi scambi vi era sempre il capo del governo, che provvedeva a mediare e armonizzare le parti, a scapito di una più chiara e trasparente vita politica.
Il trasformismo, iniziato con Depretis, continuò con i governi di Francesco Crispi e Giovanni Giolitti, assumendo sempre più una connotazione negativa, in quanto strettamente legato a fenomeni di corruzione, degrado morale e scarso coinvolgimento dell'opinione pubblica nella vita politica del Paese.
Il trasformismo è sempre stato una costante della storia della democrazia italiana, che negli anni 1980 ha preso la configurazione di consociativismo. Tra l'altro, il trasformismo tende a 'omogeneizzare' in modo eccessivo la politica, eliminando così il bipartitismo.
Venerdi 6 ottobre, alle ore 21,00 si è svolta a Parola di Fontanellato una Assemblea Pubblica tenuta dai Comitato di Parola unitamente a quello di Fontevivo-Torchio-Fontane. Ordine del giorno: Via Emilia Bis, Pista Ciclabile Parola-Fidenza., Righe pedonali sulla Via Emilia, Fermata Bus Fidenza-Parma. Personaggi dell’Amministrazione presenti: Ugo Danni, Assessore provinciale alla Programmazione e Pianificazione delle Infrastrutture – il Responsabile all’Urbanistica di Fidenza – il Sindaco di Fontanellato.
Ovviamente l’argomento più ampiamente trattato è stato lo sviluppo del progetto preliminare Via Emilia Bis, progetto che, abbiamo scoperto proprio venerdi sera, ha visto l’ultima stesura, riveduta, 3 mesi fa e di cui nessuno sapeva ancora nulla. In questo ultimo progetto pare che siano state prese misure preventive contro il rumore interrando la parte di strada che attraverserebbe Parola. I cittadini di Parola però hanno avuto un’altra sorpresa che l’Ass. Danni ha così presentato: “Non vi piacerà ma io ve lo dico..”. Si tratta di una bretella che dovrebbe unire la Via Emilia Bis, all’ingresso in Parola, con la strada che si dirige a Salsomaggiore T. . A questo punto in tutta la sala è spuntato un sorriso amaro accompagnato da questo pensiero: CIRCONDATI dalle strade dunque? Cari cittadini di Parola, se continuiamo di questo passo penso che questo sarà il destino di tutti, nessuno escluso. No, a dire il vero qualcuno è escluso. L’Ass. Danni ha asserito di abitare in collina a un’ora di strada dalla città, che possiede pannelli solari e anche un cane, nel pieno rispetto dell’ambiente. Che non fosse un invito a comprar casa vicino a lui..?
Un po’ di numeri
Durante l’Assemblea sono stati fatti parecchi numeri.
Uno è la velocità media dei mezzi dopo l’ipotetica costruzione della Via Emilia Bis. Il dato più significativo è che la velocità dei mezzi verrebbe aumentata nel caso più ottimistico di soli 8 Km/h.
Inutile dire che una strada a 4 corsie, di 22 metri di larghezza, con spartitraffico e dai costi stratosferici sembra dare ben magri risultati..
La nostra ferrovia, il cui traffico ferroviario dal 2008 sarà spostato sull’Alta Velocità sarebbe disponibile ad una ristrutturazione e adattamento al trasporto delle persone. Che ne dite voi? Notevolmente meno inquinante no? C’è solo un problema. La Provincia non sembra interessata ad investire su una fermata a Parola, anche se molto desiderata dai cittadini. In merito a questo è stato divertente il battibecco tra l’Ass. Danni e il rappres. comunista provinciale, il quale di mestiere fa il ferroviere. Ora, quest’ultimo signore ha appoggiato la causa dei comitati asserendo che ci vorrebbe una maggiore sensibilità ambientale da parte delle amministrazioni. Non l’avesse mai fatto, perché nella sua arringa Danni l’ha tacciato di essere venuto in macchina fino a Parola! Doveva venire in treno se non voleva inquinare! Il ferroviere ha risposto che se la fermata di Parola, tanto agognata ci fosse lui l’avrebbe usata, ma ormai non c’era nulla da fare.. Danni era così preso dalla sua battuta che se la rideva tutto da solo senza accorgersi che la gente anch’essa rideva sì, ma non con lui bensì per l’assurdità della sua battuta. Del resto, un momento di svago in queste occasioni così serie ci vuole..
I dati forniti e confermati dall’Ass. Danni sono che utilizziamo per il trasporto le ferrovie solo per una percentuale variabile del 16-18%.
L’Alta velocità potrebbe essere anch’essa utilizzata per il trasporto per diversi motivi:
- E’ stata costruita per garantire il passaggio di circa 113 treni al giorno, ne passeranno 13 circa..
- E’ sovradimensionata rispetto ad es. a quella spagnola
- Alla fine la ferrovia dovrà comunque tener conto di aree in cui non potrà tenere la velocità sperata e quindi andrà molto più piano.
Se qualcuno avesse domande ulteriori in merito e una delle domande fosse:”Ci siamo forse sbagliati a costruirla?” La risposta è sì, ci siamo sbagliati e la stiamo pagando nel debito pubblico.
Numeri che non quadrano
(la matematica è forse un’opinione?)
Pare che a Reggio Emilia stiano costruendo la Via Emilia Bis a 2 corsie. Durante il dibattito gli amministratori, toccati dal nostro appello, ci hanno detto che se fosse per loro la strada la costruirebbero a 2 corsie, perché così desiderano i cittadini, anche se non è per niente conveniente! Infatti un domani che la strada dovesse essere allargata a 4 corsie i costi successivi, sommati ai precedenti, sarebbero maggiori. A questo punto sono rimasta scandalizzata (mi stupisco di riuscire ancora a farlo!).
- Abbiamo firmato un protocollo di Kyoto - Il trattato prevede l'obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra, ovvero metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) in una misura non inferiore al 5,2% rispetto alle emissioni registrate nel 1990 — considerato come anno base — nel periodo 2008-2012 – e ce ne freghiamo di rispettarlo, anzi no, nel nostro paese ci sono in costruzione più strade di prima, che ovviamente incentiveranno il traffico su gomma. Ne cito solo alcune nella nostra zona: Tirreno-Brennero, Cremona-Mantova. In un caso come la Via Emilia Bis poi non è stato fatto neanche un adeguato studio di fattibilità (analisi dei rischi, costi-benefici) ma viene progettata a priori una strada sovradimensionata “perché serve”. Ci troviamo di fronte un altro errore “tipo alta velocità” che potremmo evitare ma non ci prendiamo in carico di eseguire le dovute analisi e se necessario di andare “controcorrente”. Chi, se non i nostri amministratori può dar voce a queste legittime proposte di rinnovamento di pensiero!
- L’amministrazione ha parlato di costi maggiori. Se proprio vogliamo parlare di costi – perché le amministrazioni parlano sempre di soldi, come se la qualità della vita del cittadino non valesse nulla, anzi meno di niente - ci accorgeremo presto dei costi sanitari relativi a malattie e problemi dovuti a un massiccio inquinamento. Non sono spese queste? Durante l’assemblea è stato fatto notare che al confine svizzero se si vuole trasportare su gomma si paga un caro pedaggio, altrimenti si carica sul treno e si attraversa il paese. Sì, perché il pedaggio serve per pagare i costi sanitari e ambientali che la Svizzera dovrà sostenere per intervenire contro l’inquinamento.
- La nostra zona produce due prodotti DOC (d’origine controllata) tra i più famosi al mondo: prosciutto di Parma e parmigiano reggiano. Sì ma l’Emilia Romagna è già pesantemente inquinata e uno studio, se continuiamo così, la da’ persa in 40-50 anni. Come potremo continuare a fornire questi prodotti se la nostra agricoltura subisce questi pesanti attacchi ambientali? Se le zone agricole continuano a venire spezzettate in questo modo a favore di nuove strade? L’amministrazione dice che fare una strada a 2 corsie costa di più nel tempo? Ha minimamente considerato che per rendere un terreno fertile ci vogliono anni mentre se ci si piazza del cemento è perduta per sempre? E così ho avuto l’onore di chiedere personalmente ai rappresentanti delle nostre amministrazioni se hanno definitivamente deciso di favorire esclusivamente il commercio e l’industria a scapito del settore agricolo. Ma l’onore di ottenere risposta non l’ho avuto. Se sarà danneggiata questa produzione che RAPPRESENTA Parma nel mondo, non sarà un costo incalcolabile per noi?
- Senza contare la confusione di cifre dateci in pasto dall’amministrazione. All’inizio dell’Assemblea i costi da una 4 corsie a una 2 corsie erano di poco inferiori. Verso la fine invece è stato posto alla nostra attenzione, in un contesto più positivo il dimezzarsi degli stessi..??
Pista ciclabile
Dopo anni di aspettativa è stata resa nota la costruzione di una ciclabile Parola-Fidenza e i cittadini ne sono stati molto contenti. Dovrebbe, in un percorso lontano dalla strada e senza pericoli per anziani e bambini, raggiungere Fidenza e permettere di andare a scuola e a fare la spesa in tutta tranquillità. In particolare è stato ringraziato il Sindaco di Fontanellato che ha perorato la causa presso il Comune di Fidenza. Per un piccolo comune come Fontanellato la ciclabile costerà tantissimo e il Sindaco si augurava che un simile investimento sia giustificato nel tempo da un massiccio utilizzo della stessa da parte dei cittadini.
Considerazioni personali sulle piste ciclabili
Tutti erano così contenti e felici di questa ciclabile ed io ero così perplessa..
Avete notato che le nostre strade tendenzialmente vengono costruite per le auto? A volte viene adattato un marciapiede chiamato ottimisticamente ciclabile, il quale costringe il malaugurato ciclista a ridurre la velocità e a frenare all’improvviso per la presenza di:
- Sali-scendi in corrispondenza dei ponti di entrata delle case;
- a volte lo stesso deve sentirsi Tarzan per l’erba alta che invade irrimediabilmente la carreggiata
- le buche
- i pedoni che intralciano il percorso
In sostanza, non tutti nelle nostre amministrazioni hanno capito che per andare in bicicletta è necessario un terreno costantemente piano, praticabile, diviso dalla strada da un cordolo di cemento.
In certi paesi (vedi Danimarca) si vedono biciclette ovunque. In città l’ultima corsia sulla destra, più piccola, è dotata di semaforo apposito. Fuori città, le strade, soprattutto le principali (simili alle nostre autostrade ma senza pedaggio), sono anch’esse dotate di ampia banchina transitabile per le bici. Agli incroci: semaforo grosso x le auto, semaforo piccolo (di fianco) per le biciclette.
E’ la logica, capite, che manca. Se si vuole permettere alle bici di transitare si devono considerare un vero e proprio mezzo di trasporto che vada ovunque, che possa sostituire adeguatamente un’auto e quindi costruire uno spazio per loro nelle nostre strade. Questa io la chiamo QUALITA’ DELLA VITA. Oggi la qualità della vita dei cittadini è così bassa che SI DEVONO ACCONTENTARE di una breve pista ciclabile isolata pur di poter andare in bicicletta in pace.
Siamo considerati alla stregua di parassiti sulle nostre strade! Eppure le paghiamo anche noi con le tasse..
Non credo che mi rassegnerò mai a questo stato di cose e vi consiglio di non farlo nemmeno voi. Io dal canto mio, se si parlerà di piste ciclabili in qualche incontro pubblico con il Sindaco lo farò presente. Fatelo anche voi se vi sta a cuore l’argomento. ;-)
Il 3-5-07 escono 2 articoli sul giornale Zero7 (precisamente a pagina 4).
Questa pagina inizia con un articolo così intitolato “ EFSA: CINQUE ANNI DI GRANDI SUCCESSI. L’autorità europea compie 5 anni di vita a Parma.” In sostanza l’articolo parla di come sia stata istituita l’EFSA nel 2002 dopo una serie di scandali alimentari e come essa debba tutelare il consumatore in merito a rischio di intossicazione alimentare e valutazione del rischio. Cito testualmente: “Comitati scientifici appositi hanno l’obbligo di adempiere a valutazioni su tutte le materie attinenti alla sicurezza alimentare e dei mangimi; di conseguenza hanno anche il compito di salvaguardare la salute degli animali dei vegetali e dei prodotti fitosanitari. […] La crescita di questa autorità europea ha coinvolto ben presto tutti gli stati dell’ UE, ma ancora oggi sono tante le nazioni che si pongono il problema della sicurezza alimentare, cercando risposta in questa solida società. Il fatto che la sede ufficiale dell’Efsa a Parma è motivo di orgoglio prima di tutto, ma è anche una forma di impegno e di immagine da salvaguardare, e questi cinque anni da festeggiare insieme sono il preludio per un progetto che non è in dirittura di arrivo, ma concora in fase esecutiva. “
Paradossalmente l’articolo successivo - l’antitesi - cita così:
MEGALOPOLI: A PARMA IL FUTURO è ADESSO
(foto di una metropoli americana illuminata di notte!!)
L’articolo ricorda lo studio di Jean Gottman, professore dell’Institute for Advanced Studies che con il termine MEGALOPOLI indicò un agglomerato urbano che si estendeva oltre 1000 km prendendo ad es. città come Boston, New York, Filadelfia, Baltimora e Washington. L’articolo cita così: “ Questa è la metropoli del futuro, capace di unire sotto un unico mondo operaio/lavorativo le polis di più nazioni. E il futuro sta arrivando anche nella nostra piccola città di provincia. […] Schiere di pendolari e lavoratori, infatti, provenienti da tutto il continente, si sono stanziati a Parma per abbracciare il progetto dell’Efsa. Dire che Parma è un corridoio urbano di megalopoli è forse troppo presto ma forse un giorno vedremo Parma interagire con le grandi capitali europee o l’economia parmigiana a stretto contatto con quella dei centri tedeschi o francesi. “
Dopo aver letto tutto ciò, non senza una massiccia dose di sarcasmo, mi chiedo, dove sia la tutela per l’economia odierna in virtù della quale l’Efsa ha potuto essere stanziata qui a Parma, ossia il Business (come lo chiamava un grande uomo di affari con cui ho avuto la fortuna - o la sfortuna?! - di parlare stamani), del prosciutto di Parma e del parmigiano reggiano. Infatti nel grandioso progetto operaio BARRA lavorativo e nella MEGALOPOLI, patria del cemento di 1000 km, io non capisco come un tale concetto possa essere minimamente essere rappresentato.
Concludo dicendo che secondo me qui non è questione di fare programmi per il futuro, ben vengano infatti. Qui si tratta di sovvertire completamente una realtà, una TRADIZIONE centenaria di storia e di cultura che è Parma. Dovremo forse ridurci ad osservare queste cose in un museo?
Io penso che ci siano spinte forti dal settore industriale; che qualcuno voglia buttarci fumo negli occhi, costringendoci a credere che lo sviluppo e il benessere siano direttamente proporzionali al cemento sulle strade, uguale a MEGALOPOLI. Ma vi rendete conto ? Chi conosce Parma, penso rimarrà basito come me. Il Ponte de Gasperi e il progetto della metropolitana penso siano un es. di quello che Parma sta diventando e di una realtà peraltro sofferta alla quale il cittadino di Parma è completamente estraneo e spesso addirittura contrario, ma obbligato ad adeguarsi.
Ricordatevi comunque che non siamo lavandini nel cui scarico vuotare di tutto, siamo persone. Non soggiacciamo ad uno stato di cose solo perché “forse” siamo in minoranza.