Il 3-5-07 escono 2 articoli sul giornale Zero7 (precisamente a pagina 4).
Questa pagina inizia con un articolo così intitolato “ EFSA: CINQUE ANNI DI GRANDI SUCCESSI. L’autorità europea compie 5 anni di vita a Parma.” In sostanza l’articolo parla di come sia stata istituita l’EFSA nel 2002 dopo una serie di scandali alimentari e come essa debba tutelare il consumatore in merito a rischio di intossicazione alimentare e valutazione del rischio. Cito testualmente: “Comitati scientifici appositi hanno l’obbligo di adempiere a valutazioni su tutte le materie attinenti alla sicurezza alimentare e dei mangimi; di conseguenza hanno anche il compito di salvaguardare la salute degli animali dei vegetali e dei prodotti fitosanitari. […] La crescita di questa autorità europea ha coinvolto ben presto tutti gli stati dell’ UE, ma ancora oggi sono tante le nazioni che si pongono il problema della sicurezza alimentare, cercando risposta in questa solida società. Il fatto che la sede ufficiale dell’Efsa a Parma è motivo di orgoglio prima di tutto, ma è anche una forma di impegno e di immagine da salvaguardare, e questi cinque anni da festeggiare insieme sono il preludio per un progetto che non è in dirittura di arrivo, ma concora in fase esecutiva. “
Paradossalmente l’articolo successivo - l’antitesi - cita così:
MEGALOPOLI: A PARMA IL FUTURO è ADESSO
(foto di una metropoli americana illuminata di notte!!)
L’articolo ricorda lo studio di Jean Gottman, professore dell’Institute for Advanced Studies che con il termine MEGALOPOLI indicò un agglomerato urbano che si estendeva oltre 1000 km prendendo ad es. città come Boston, New York, Filadelfia, Baltimora e Washington. L’articolo cita così: “ Questa è la metropoli del futuro, capace di unire sotto un unico mondo operaio/lavorativo le polis di più nazioni. E il futuro sta arrivando anche nella nostra piccola città di provincia. […] Schiere di pendolari e lavoratori, infatti, provenienti da tutto il continente, si sono stanziati a Parma per abbracciare il progetto dell’Efsa. Dire che Parma è un corridoio urbano di megalopoli è forse troppo presto ma forse un giorno vedremo Parma interagire con le grandi capitali europee o l’economia parmigiana a stretto contatto con quella dei centri tedeschi o francesi. “
Dopo aver letto tutto ciò, non senza una massiccia dose di sarcasmo, mi chiedo, dove sia la tutela per l’economia odierna in virtù della quale l’Efsa ha potuto essere stanziata qui a Parma, ossia il Business (come lo chiamava un grande uomo di affari con cui ho avuto la fortuna - o la sfortuna?! - di parlare stamani), del prosciutto di Parma e del parmigiano reggiano. Infatti nel grandioso progetto operaio BARRA lavorativo e nella MEGALOPOLI, patria del cemento di 1000 km, io non capisco come un tale concetto possa essere minimamente essere rappresentato.
Concludo dicendo che secondo me qui non è questione di fare programmi per il futuro, ben vengano infatti. Qui si tratta di sovvertire completamente una realtà, una TRADIZIONE centenaria di storia e di cultura che è Parma. Dovremo forse ridurci ad osservare queste cose in un museo?
Io penso che ci siano spinte forti dal settore industriale; che qualcuno voglia buttarci fumo negli occhi, costringendoci a credere che lo sviluppo e il benessere siano direttamente proporzionali al cemento sulle strade, uguale a MEGALOPOLI. Ma vi rendete conto ? Chi conosce Parma, penso rimarrà basito come me. Il Ponte de Gasperi e il progetto della metropolitana penso siano un es. di quello che Parma sta diventando e di una realtà peraltro sofferta alla quale il cittadino di Parma è completamente estraneo e spesso addirittura contrario, ma obbligato ad adeguarsi.
Ricordatevi comunque che non siamo lavandini nel cui scarico vuotare di tutto, siamo persone. Non soggiacciamo ad uno stato di cose solo perché “forse” siamo in minoranza.