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Il 10 Aprile, alle ore 15:00, presso il circolo Mu di Parma è stato presentato da Giuseppe Carpentieri, il Circolo MDF (Movimento Decrescita Felice) di Parma. Relatori: Marco Boschini, assessore di Colorno e coordinatore dell'associazione Comuni Virtuosi, Pier Paolo Dal Monte, dell'accademia della decrescita felice, e Maurizio Pallante, presidente di MDF.

Intervento di Boschini
 Quello dei Comuni Virtuosi è un "sogno" partito nel 2005 con 4 Comuni e comprende attualmente 39 Comuni iscritti, da Torino a Lucca. Si tratta di comuni tra i 5.000 e i 10.000 abitanti. Dei circa 8.000 Comuni italiani la maggioranza sono sotto i 5.000 abitanti. Questi Comuni si battono contro la speculazione edilizia perché il PIL e la "crescita" - ad esempio, costruire nuovi quartieri - nella politica attuale non si mettono mai in discussione, cercando la partecipazione attiva dei cittadini e puntando a ridurre la distanza tra i cittadino ed Ente. Il cittadino dovrebbe abbandonare la speranza "che qualcuno se ne occupi" e cominciare ad operare personalmente. Spesso non si sa ma nei Comuni locali ci sono Sindaci che si oppongono alla cementificazione, che cercano di sviluppare il progetto dei rifiuti a costo zero ma passano inosservati! Il sito www.comunivirtuosi.org è diventato con gli anni un database in cui scambiarsi idee ed esperienze, ove sono racchiusi anche i percorsi burocratici (ad es. delibere) per raggiungere determinati obiettivi. I Comuni virtuosi chiedono con forza di interrompere la cementificazione selvaggia avvenuta negli ultimi 15-20 anni, frutto degli "oneri di urbanizzazione", sovvenzioni date ai Comuni in cambio di nuove realtà residenziali e industriali utilizzate spesso per coprire altre spese come il trasporto scolastico, asili, manifestazioni, ecc. Potremmo chiamarlo "un ricatto". Il fine quindi è di sottrarre i Comuni dal ricatto. Un esempio di Comune che lo ha fatto è Lugagnano. La crescita è zero dal 2007 ma si lavora sulla riqualificazione energetica nelle case, che equivale a ristrutturazioni e quindi a mercato. Pochi Comuni lo fanno ma sarebbe importante dotarsi di un Piano Energetico Comunale, che è una fotografia dei consumi energetici comunali alfine di studiarli e migliorare le tecnologie di auto-produzione alfine anche di dare il buon esempio ai cittadini.
 Sul tema dei rifiuti, i Comuni possono fare la differenza cercando di dimunuire i rifiuti. Per raggiungere questo obiettivo possono accordarsi coi commercianti per l'apertura di negozi che vendano i prodotti sfusi (alla spina). Nelle stazioni ecologiche si possono inserire cooperative per il recupero dei materiali dismessi. A Colorno ad esempio, nel 2009 è stato risparmiato l'acquisto di 150.000 bottigliette d'acqua, dando ai ragazzi della mensa l'acqua del rubinetto. Olre al risparmio dell'acquisto sono stati prodotti anche meno rifiuti.

Intervento di Dal Monte Pierpaolo
 Crescita e sviluppo non sono la stessa cosa. La crescita implica una quantità. Lo sviluppo è un processo qualitativo e la realizzazione di potenzialità alla fine di un processo, di una generazione (maturazione). Di solito lo sviluppo comporta la crescita. Ma è obbligatorio crescere? Nelle epoche precedenti questo concetto non esisteva. Ci si basava su una elevata produzione propria e poco mercato (per le cose che non si potevano produrre da se). Ora la politica è diventata servitrice dell'economia. Le persone sono utili solo se rientrano in questo gioco: se ci lavorano o se comprano (produttori e consumatori). La politica attuale è amministrazione dell'economia. Lo stato sovrano deve rispondere ad organi mondiali del commercio. Abbiamo però scoperto che secondo i principi economici il progresso non è infinito perché stiamo esaurendo le risorse. E se il PIL non cresce è crisi economica, ossia il PIL è inferiore al 3 per cento annuo. Con la crescita mondiale è cresciuta anche la povertà (rappresentata dai 5/6 della popolazione mondiale). Dal momento che il petrolio sta calando si presuppone che prima o poi si combatterà per averlo. Nella storia, tra le civiltà che sono crollate a causa dell'erosione delle proprie risorse ci sono anche i Romani ma questa volta la crisi sarà globale e avremo una società di lavoratori senza lavoratori. Ora ci chiediamo: abbiamo una scelta?

Intervento di Maurizio Pallante
 Il Movimento della Decrescita Felice è formato da gruppi di persone che si pongono tra le idee e la capacità di costruire un altro mondo possibile. E' apartitico ma interagisce con la politica. Non si presenta alle elezioni ma contribuisce ai progetti politici. I contributi sono l'intelligenza dei cittandini per migliorare la nostra vita e non per raggiungere il potere. Si confondono spesso i termini "recessione" e "decrescita". La recessione è obbligatoria, la decrescita è una scelta. L'occupazione diventa un problema in una recessione.

I punti salienti del Movimento sono TECNOLOGIA, STILI DI VITA e POLITICA.


- Tecnologie. Si cercano di sviluppare delle buone idee assieme a gruppi di industriali.

 La crescita del PIL è monetaria. PIL=oggetti e servizi scambiati col denaro.

 Cos'è un bene: Un oggetto o servizio che risponde a un bisogno.

 Cos'è una merce? Ciò che si compra.

 

Esempio: Una casa mal costruita disperde calore = aumenta il PIL. Risparmio energetico = diminuisce il PIL. Filiera corta / km zero: diminuisce il PIL ma anche l'inquinamento atmosferico. L'obiettivo è DIMINUIRE IL COSTO DELLE MERCI CHE NON SONO BENI. Un esempio di nuove tecnologie sono i "davanzali condizionati" ( :) come li chiamo io...), cioè davanzali che hanno al loro interno degli scambiatori di calore e che, oltre a garantire adeguati ricambi d'aria negli ambienti, sono in grado di mantenere gli ambienti freschi riducendo o eliminando l'uso del condizionatore. Altri esempi sono l'automobile, che non può più creare occupazione come un tempo e anche la costruzione di nuove case, che non è più traino dell'economia come un tempo. Si costruiscono ma poi molte sono vuote, specie nelle grandi città. In Germania la Wolkswagen ha destinato una parte dei macchinari a risparmio energetico per le caldaie producendo energia elettrica per le case, la chiamano la macchina senza ruote.. Con il risparmio energetico si può creare molta occupazione che si paga da se. In Germania si parla di 450.000 addetti.


- Politica. Tutte le forze politiche vogliono la crescita. Non adottano politiche utili al risparmio energetico, ad es. che non si possa ristrutturare la casa se consuma troppo.


- Stili di vita. Dobbiamo aumentare l'uso di beni che non sono merci adottando uno stile di vita sobrio, senza tuttavia privarci, facendo durare gli oggetti. I beni che non sono merci li dobbiamo autoprodurre. Come? Oggi molti di noi non sanno fare più nulla così si compra tutto. Per questo è stata creata l'Università del Saper Fare. Verranno indetti i corsi più disparati. Perché dovremmo imparare a fare queste cose? Perché una persona è più autonoma, più libera. Una volta che le capacità manuali vengono acquisite si possono unire capacità progettuale e intelligenza. Quello che non riusciamo a produrre lo possiamo ottenere attraverso lo scambio e il dono. In questo modo si possono donare il tempo e le capacità, ricevendone e restituendone di più, e, così facendo, creeremo legami sociali.

Il mercato deve tornare sussidiario non dominante. L'attuale sistema crea disagio esistenziale e una percezione negativa del futuro.

Conclusione di Carpentieri
 L'Emilia Romagna importa il 70 per cento dell'energia e basti pensare che in Italia non c'è un produttore di pannelli fotovoltaici. Li importiamo dalla Germania e li assembliamo. In Germania stanno dismettendo alcune centrali nucleari, qui le vogliono fare..
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Tag(s) : #RISORSE ENERGETICHE
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